L'evoluzione storica della cascina
Si hanno notizie storiche sul nostro complesso rurale a partire dal 1300: durante i secoli, con l’evoluzione delle tecnologie agricole, si sono susseguite ristrutturazioni e nuove edificazioni che hanno modificato il nucleo aziendale fino a definirlo come si presenta oggi al visitatore.
Il nucleo più antico è costituito da un piccolo torrione dal quale, attraverso un portico, si accede alla corte, da poche stanze con un “negozio” oggi andato perduto e da una stalla di grandi dimensioni per quei tempi.
Alla fine del 1400, ai tempi d’oro degli Sforza, venne edificata dai Pusterla, castellani di Binasco, la casa di caccia che troviamo all’interno della cascina. E’ un raro esempio di architettura tardo gotica restaurata e riportata alle origini con amore e competenza dall’ultimo proprietario. Oggi è un bene tutelato dalla Sovrintendenza ai Monumenti dello Stato.
Nella seconda metà dell’Ottocento vengono edificate altre costruzioni come portici, pollai, un caseificio con annessa stalla per maiali ed un forno per il pane. Si ha così la tipica struttura della corte lombarda, costituita dalla corte e dall’aia circondate da edifici che la delimitano e la difendono.
Con l’avvento della meccanizzazione si sono rese necessarie ulteriori modifiche e realizzazioni.
È stata costruita una nuova corte, al cui centro sorgono due silos blu per la conservazione del foraggio ed intorno ricoveri per macchinari e trattori.
La vecchia stalla è stata sostituita da una nuova, dove vivono circa 250 bovini allevati a stabulazione libera; questo significa che gli animali non sono più legati alla mangiatoia, ma sono liberi di muoversi, sia all’interno che all’esterno del ricovero.
Oggi, con l’ausilio della meccanizzazione e dell’informatica le operazioni di pulizia, foraggiamento, mungitura e controllo del bestiame vengono svolte in minor tempo e con minor fatica dei contadini.
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Il magico splendore della Ca' Grande e della sua corte è stato usato come cornice per le riprese del video musicale di Franco Battiato e Alice I treni di Tozeur, canzone portata in gara dal duo all'Eurofestival del 1984 e presente in diverse versioni negli album di entrambi i cantanti.
La Tozeur di cui parla la canzone, i cui paesaggi slow sono simbolicamente rappresentati, in parte, nella cascina Ca' Grande, è una cittadina della Tunisia, un' oasi nel deserto del Sahara, un luogo di partenze e arrivi, che guarda da lontano lo scorrere della vita frenetica di oggi.
E per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità...